Su Palu - Su Spiria (Urzulei, NU)

C O N T A T T O

di Marco Barra

Ecco l’ultimo resoconto da Su Palu/Suspiria, ultimo di una serie di parecchie uscite: molti di voi sono curiosi, e molti magari lo diventeranno.

Partiamo Sabato con l'incertezza meteo, l'idea è di entrare, entrare, ENTRARE, e se proprio non si può entrare per via della piena abbiamo preparato tutta una serie di piani A, A1, B, C, D, E, F, G, fino a H che consisteva nel fare ricerca in mezzo alla neve.
Eh sì! il supramonte questo week end, si è messo il mantello bianco, quello delle grandi occasioni per accoglierci, l'acqua in codula di luna era abbondante ma in fase di ritirata rispetto alla piena uscita qualche settimana fà.
Una squadra minima ma ben determinata, uno zoccolo duro del GSAS, con l'aiuto di Riccardo da Cagliari, è ormai pronta per tuffarsi nel sistema più lungo della sardegna, così divisi: Roberto Masia, Riccardo e io a Suspiria e il duo delle Laure (Dotti e Sanna) a SuPalu.
L'ansia di vedere le condizioni dell'ingresso è tanta: ...ci sarà acqua? ...starà scaricando sulla corda? ...Ti ricordi due anni fà? e se fosse addiritura ostruito l'ingresso? disostruiamo, disarmiamo, e lì di nuovo con le varie alternative.
Ma no, dai non ha piovuto molto in questi giorno e l'acqua non sembra tanta (…nel frattempo l'ingresso è sempre più vicino). Dai dai, è libero, è libero, ...c'è acqua dentro?, ...c'è stillicidio? Olè possiamo entrare, il tempo inoltre sta migliorando: "via, giù!"
Ecco le corde: una, due, tre, ...ciao meandro ci si rivede eh? ecco si mettimi un appiglio lì e un appoggio là proprio dove me li aspetto, ... ma ops! Ragazzi c'è acqua! e il passaggio dove si striscia bassi? ...speriamo bene: dai è andata ci siamo bagnati solo le zampe!
Et voilà eccoci al collettore e al campo, prendiamo i viveri e qualche stuoino e portiamocelo alla sale dei ciclopi alla suite presidenziale (Campo dei Sassaresi).
Incredibile il barattolo era appeso a corde tese e orizzontali ma i topi funamboli sono riusciti ad arrivarci e a rosicchiare i bordi del tappo, per fortuna non l'hanno espugnato!
Scarichiamo gli zaini e via, si vola al camaleonte blu!
Cacchio quanta acqua, bellissimo ramo, e con l'acqua così sembra proprio vivo, la progressione è un po' rallentata: opposizione sotto cascatelle attive, passaggi quasi sifonanti, ma non ci fermiamo; eccoci allo squaletto, il bivio col menadro papapanzani, riscendiamo all'acqua e di nuovo ciaf, ciaf, sguish, brrr.
Le ultime strettoie prima della "SIGNAL ZONE" sono allagate e il rischio di non poter passare qui è alto perchè son proprio basse e strette, massì: SI PASSA!!
Che fame mi sono alzato alle 6.00 e sono quasi le 19.00 ,pranziamo? Aspè aspè, tira fuori l'ARVA:
...

...bip, bip, bip...

Olè prende prende! Su Palu è a ovest, punta punta...

...bip, bi.......... 39 -> Abbiamo il segnale digitale c'è la freccia! No No, Troppa fame tira fuori la salsiccia e la peretta abbiamo ancora 3 ore di trasmissione abbondanti.
Ok giusto un boccone! E ora: ...a caccia di Hobbit! Tutti quei rami che puntano a Nord sono allagati, e che aria: sicuramente è la codula.
In questa strettoia sembra che ci sia un buon segnale, ora provo io: 37 dobbiamo trovare una distanza inferiore di quella rilevata a su palu: 35 dai dai, una è fatta: VENITE VENITEE TUTTI! la freccia punta un cunicolo senza ostacoli, 33
E' qui, è qui 31, 30, di nuovo 31 cazzo! ti prego dammi un 29, voglio vedere il 2!
VENTINOVEEEE VENTINOVEEEE, continua, 28 ...SPLASH!

...NOOOOOOOOOOOO sono in acqua il cunicolo chiude con una pozza profonda neanche un metro e lo strumento dà massimo 26.

Che ora è? le 22.00 dobbiamo cercare un passaggio alternativo, abbiamo mezz’ora!
. Si danno da fare Riccardo e Roberto che lavorano la strettoia eliminando cm preziosi di pavimento fino ad arrivare all'ostacolo di roccia dietro cui si vede un bell'ambiente. Riccardo si addormenta nei cunicoli prefissandosi di dare tutto alle 22.30 quando le ragazze andranno a recuperare lo strumento per andarsene, martellando con tutte le sue forze. Roberto scava e io striscio.
Dieci e mezza: è l'ora e il segnale c'è sempre, presto presto, stop alle disostruzioni e via con le martellate.

SBAM! SBAM! SBAM! ... SBAM! SBAM! SBAM!

...silenzio...

SBAM! SBAM! SBAM!

...silenzio...

toc! toc! toc!

CI STANNO RISPONDENDOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!

SBAM! SBAM! .... toc! toc!

SBAM! SBAM! SBAM! ..... toc! toc! toc!

OK riprendiamo a disostruire il cunicolo, si sente bene anche lì. Entro io che ora ci sto di fianco (smussando qua e là qualche osso di spalla) posso usare mazzetta caricando a due braccia e spacco la roccia che bloccava il passaggio.
"E' ENORME!" ajò ajò Ma cos'è quella roba lì? sono zaini speleo. I NOSTRI zaini speleo! E vabbè dai è ancora acceso, bisognerebbe provare a verificare altri punti ma le ragazze hanno tenuto lo strumento più di un’ora oltre il limite e non è fattibile in queste condizioni di cibo e stanchezza.
Ecco hanno spento, andiamo è stato bellissimo, siamo stanchi affamati e fradici ma felici!
Chisseneefrega dell'acqua e riguadagnamo la sala dei ciclopi e il campo. Troppo stanchi per cucinare, pane e affettato e prendiamo possesso della casetta termica che ormai è lì fissa. Si dorme bene anche senza sacco a pelo, in una notte dove ognuno di noi ha chiuso gli occhi con un sospiro a pieni polmoni di grande soddisfazione.
L’indomani mattina, ci svegliamo alle 10.00 ma vorremmo rimanere lì a dormire ancora per ore. Facciamo colazione e leghiamo i viveri alla corda della risalita in artificiale che abbiamo fatto nel 2005/6: questa è nuova sfida lanciata ai topi funamboli di suspiria che non potendo attaccare dal basso devono utilizzare la corda che viene da 60 metri più in alto nel vuoto (... devono fare anche un frazionamento!).
Ci "rimeandrizziamo", e usciamo disarmando l'ingresso.

Fuori ci sono Laura Sanna e Laura Dotti pronte ad accoglierci in festa, con un fuocherello acceso. Quante emozioni anche loro dall’ altra parte!
Ci raccontiamo a vicenda le fasi salienti e riguadagnamo le macchine chiacchierando, fantasticando, programmando,

...SOGNANDO!

NB: questo è solo un piccolo aggiornamento per il mondo speleologico, ancora c'è tanto da fare, un grazie a tutti gli speleo che fin'ora hanno permesso di raggiungere questo primo obbiettivo e al GSAGS che ha messo a disposizione gli ARVA.

Marco Barra

Speleologia