Esplorazione a Mesu Monte (Baunei, NU)

 

Finalmente, dopo quasi un'anno dalla sua individuazione, la strettoia di Mesu Monte (Il buco degli scalpelli) ha ceduto aprendo nuove prospettive all'esplorazione della grotta.

Nell'arco di 11 mesi si sono succedute decine di uscite in Voragine, ma solo dopo aver controllato ogni angolo della grotta in cerca di una prosecuzione evidente, abbiamo iniziato a disostruire quello che da subito é sembrato un punto interessante, sia per l'aria che tira, che per il rigagnolo d'acqua che vi entra: un piccolo buco sul fondo della grotta.
Il punto è che questo pertugio a circa -130 m dalla superficie era talmente piccolo, circa come un pugno, e tortuoso da non permettere di vedere oltre e solo dopo aver capito che non c'era altra via per proseguire l'esplorazione si decise di provare ad allargarlo.

I primi tentativi di disostruzione con mazzetta e scalpello incisero ben poco, eppure l'interesse per quel buco era così alto che continuavamo a provare, uscita dopo uscita.

Verso la fine dell'estate la collaborazione con il Gruppo di Gonnos ci portò a collezionare un gran numero di uscite per cercare di allargare il passaggio ma nonostante i nostri sforzi la strettoia resisteva.
Così i mesi continuavano a passare e inoltre molte uscite furono vanificate perchè la strettoia, una volta aperta del giusto tanto, iniziò a inghiottire gli scalpelli, costringendoci a risalire con tanta rabbia a volte dopo pochi minuti di lavoro.

Stanchi di martellare senza risultati ci venne l'idea di utilizzare un demolitore elettrico. Così, armati di gruppo elettrogeno all'esterno, e dopo aver steso un cavo elettrico lungo la grotta, credevamo di poterla avere vinta senza grossi problemi. Ma ci sbagliavamo, e solo dopo qualche altro mese, utilizzando tutti i mezzi di disostruzione a nostra disposizione, la strettoia ci mostrava finalmente un passaggio quasi praticabile.

L'otto di Marzo, il gruppo di turno diede un colpo decisivo alla strettoia, e la domenica successiva Laura Sanna riuscì a superarla e ad avanzare per una decina di metri prima di fermarsi in una seconda strettoia dalla quale tirava una forte corrente d'aria.

Finalmente il 22 di Marzo un gruppo di 6 speleo scende in Voragine con l'intento di superare anche la seconda strettoia che Laura ci ha descritto. L'entusiasmo cresce durante la settimana e il sabato mattina partiamo alla volta di Baunei: riusciamo ad entrare in grotta più presto del solito e Daniela supera agevolmente la strettoia e inizia a disostruire dall'interno: dopo aver allargato il passaggio viene raggiunta da Marco Barra e da me: in questo modo formiamo due squadre: una si concentra sul buco degli scalpelli mentre l'altra lavora alla strettoia terminale, in mezzo all'argilla.

Il buco degli scalpelli scende per circa 2 metri, e permette di accedere ad una saletta di 3 metri per due, in leggera discesa, e nella quale si sta comodamente in piedi. Scendendo per altri 2 metri si accede ad una diaclasi che a sinistra chiude dopo circa 5 metri e che a destra termina in una strettoia a mezzo metro d'altezza dal fondo. L'acqua scompare sul pavimento, tra le pietre e l'argilla. Questa diaclasi sembra essere la stessa su cui è impostata la grotta prima del buco degli scalpelli, e la strettoia permette di proseguire sulla stessa direzione.

Le condizioni di lavoro sono molto dure perchè siamo completamente bagnati dallo stillicidio e ricoperti dall'argilla che si infila dappertutto. Tuttavia dopo un paio d'ore il buco degli scalpelli viene ulteriormente allargato e cede anche la strettoia terminale. Marco Barra può così esplorare qualche altro metro di grotta ma viene bloccato alla base di un pozzetto. La disostruzione prosegue sino a che il passaggio è quasi agibile, ma ormai il freddo e la stanchezza ci obbligano a risalire verso l'uscita.

Cosa nasconde l'ultima strettoia? Nell'attesa di superarla non ci resta che immaginare, sognare, sperare!

A presto per le ultime novità!

S.P.

 

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Fotografie e video di Andrea Gaviano

Grotta di Mesu Monte    Attività 2003